martedì 28 febbraio 2017

Sblocco assunzioni al sud: un passo avanti


Batti e ribatti un risultato Confimprenditori lo ha ottenuto sullo  sblocco delle assunzioni al sud. Il presidente dell’Inps Tito Boeri si è impegnato con una lettera inviata a Maurizio Bernardo, presidente della Commissione Finanze della Camera, che si era interessato dell’argomento, ad attivare le misure per rendere operativa, sul portale dell’ente, la procedura indispensabile alle aziende per fare le assunzioni. Boeri ha assicurato che il problema sarà risolto entro e non oltre il mese di marzo, un impegno che sarà sicuramente mantenuto e di cui Confimprenditori e le imprese interessate alla questione, prendono positivamente atto. Tuttavia, in attesa dello sblocco effettivo del portale Inps, che potrebbe avvenire fra un mese, è doveroso fare alcune considerazioni.

La prima è che il sito dell’ente avrebbe dovuto essere operativo dal 1° gennaio di quest’anno, avrebbe dovuto essere funzionante cioè da almeno due mesi. Non è un ritardo lieve né compatibile con i tempi e le esigenze con cui oggi lavorano aziende e imprenditori. La seconda è che per avere una risposta da parte del presidente dell’Inps sullo sblocco della procedura per le assunzioni la nostra associazione ha dovuto imbastire una battaglia mediatica e politica impegnativa, interessando di questo caso giornali nazionali e esponenti del governo.

Chiamando in causa anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti che del decreto sugli sgravi contributivi per le assunzioni al sud è firmatario. La terza considerazione è che questo ritardo ha già arrecato un danno importante alle aziende del sud e più in generale all’economia del mezzogiorno le cui criticità in termini soprattutto di inoccupazione non è qui il caso di ricordare, tanto sono tristemente note. Non avendo a disposizione parametri, garanzie e certezza sugli sgravi teoricamente garantiti dalla legge le imprese interessate dal provvedimento hanno infatti preferito dilazionare la scelta di assumere nuovo personale.

Sono considerazioni amare prima che polemiche e che dovrebbero essere tenute in conto dagli attori della scena politica e istituzionale. Perché investono la vita concreta di imprenditori e lavoratori, di quei soggetti cioè che costituiscono l’economia reale del paese. Non basta approntare delle leggi – anche utili – se poi la macchina burocratica ne arresta il funzionamento, ne impedisce l’operatività. Non si tratta di gettare la croce addosso a nessuno: ognuno ha i suoi problemi e i suoi motivi, ma a portare la croce e intanto a cantare non possono essere sempre i soliti noti. Così non può funzionare. Così non funzionerà ancora a lungo.

Stefano Ruvolo



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giovedì 23 febbraio 2017

Fisco, Ruvolo (Confimprenditori): Legge attrae capitali e l’Agenzia delle Entrate la blocca


(AGENPARL) – Roma, 21 feb 2017 – “C’è una buona norma approvata in parlamento – contenuta nell’articolo 1 della legge di bilancio 2017 – che potrebbe attrarre capitali in Italia. Ma il provvedimento non è ancora operativo a causa di un ritardo nella procedura esecutiva dell’Agenzia delle entrate”. Il riferimento del presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo è alla legge introdotta dall’articolo 24-bis nel Testo unico sulle imposte dei redditi che prevede una tassazione agevolata per i soggetti neoresidenti in Italia che possono optaMa il provvedimento non è ancora operativo a causa di un ritardo nella procedura esecutiva dell’Agenzia delle entratere per l’applicazione di un’imposta sostitutiva sui redditi pari a 100mila euro per ciascun periodo di tassazione. “Dinamica virtuosa – la chiama Ruvolo – perché se si riescono ad attrarre capitali e redditi prodotti all’estero questi diventano volano dell’economia e quindi delle imprese. Peccato però – rimarca il presidente di Confimprenditori – che il provvedimento sia ancora fermo ai blocchi di partenza, ancora inapplicabile grazie alla rilassatezza dell’agenzia delle entrate che non ha ancora attivato le procedure per accedere ai benefici della legge prendendosi tutto il tempo a disposizione (90 giorni) per farlo, così rischiando di rendere la norma inapplicabile nell’attuale anno di imposta”. Ruvolo lega questo episodio ad un altro denunciato nei giorni scorsi dall’associazione da lui presieduta: “La stessa incresciosa situazione sta ancora avvenendo con la legge che prevede lo sgravio contributivo per le imprese del sud che vogliano assumere giovani ma che non possono farlo perché la procedura non è stata ancora attivata nel portale telematico dell’Inps. Con la conseguenza di un grave danno per le aziende che non hanno alcun parametro per capire se hanno ancora diritto o no agli sgravi contributivi contingentati per le assunzioni. Con questa burocrazia paralizzante l’Italia sarà sempre condannata ad avere il primato dell’inefficienza”.

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martedì 21 febbraio 2017

Fiction politica e realtà economica


È da almeno tre settimane che il nostro paese è bloccato dallo psicodramma che si sta consumando nel Pd e che domenica ha  avuto l’ultima drammatica impennata durante l’assemblea nazionale di quel partito. Dirette televisive, intere pagine dei quotidiani dedicate all’evento, retroscena tesi a intercettare ogni sottile fibrillazione. Siamo edotti da giorni ai tormenti esistenziali di Cuperlo, dai tentativi di ricucitura di Emiliano, dai decisionismi del giovane Renzi il cui intento sembra quello di organizzare subito le primarie del Pd e celebrare un congresso ad aprile. Così preventivando una nuova strategia dell’attenzione sulla sua figura e il suo partito e intanto tenendo sotto pressione un governo, quello di Paolo Gentiloni, il cui destino è ogni giorno sempre di più appeso a un filo.

Una condizione precarissima quella di questo esecutivo che pure ha compiti gravi da svolgere: dal consiglio europeo straordinario che si terrà a Roma il prossimo marzo, al G7 di Taormina a maggio, per non parlare di una legge di bilancio che si prevede pesante a fronte delle richieste europee di allineamento dei conti pubblici. Non solo, il governo Gentiloni – nato, ricordiamolo, dopo la disastrosa sconfitta del Si al referendum del 4 aprile, evento su cui il predecessore dell’attuale presidente del Consiglio aveva giocato il tutto per tutto dopo mesi di totalizzante campagna elettorale – si trova a dover gestire in eredità numeri difficili.

Un rapporto debito-Pil salito al 132 per cento (livello inferiore solo a quello della Grecia), l’aumento della pressione fiscale al 42,8 per cento, una disoccupazione stabile all’11%, con impennate per quella giovanile al 42 per cento. Non basta: nell’ultima manovra del governo Renzi ci sono 120 provvedimenti di spesa per un totale di impegni da qui alle soglie del 2020 di oltre 40 miliardi di euro e dal 2009 a oggi la percentuale dei fallimenti aziendali è cresciuta del 43,5% e del 23,7% rispetto al 2010, mentre il settore del commercio ha chiuso l’anno 2016 con 4064 fallimenti.

Non stiamo parlando dei tormenti di renziani o bersaniani, del futuro di qualche parlamentare, problemi relativi se ci si consente. Stiamo parlando del lavoro, di economia reale. Di milioni di persone, di donne e di uomini, che dalla politica pretendono responsabilità, visione, competenza e che invece registrano la drammatica assenza di una classe dirigente. Non è più tempo di giochi d’azzardo, è tempo di responsabilità, di stabilità, di ponderatezza. L’Italia non è la ruota della fortuna.

Stefano Ruvolo

 

 

 



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