giovedì 28 aprile 2016

Le PMI italiane sotto la lente di Moody’s.

Le PMI italiane sotto la lente di Moody’s.

Stefano Ruvolo

Le piccole e medie imprese italiane non sono le più deboli d’Europa, come vuole fare intendere Moody’s, ma sono quelle costrette ad operare nelle condizioni di maggiore svantaggio. La tradizione e la forza dell’imprenditoria italiana non può essere messa in discussione da nessuna agenzia di rating. I dati su sofferenze e fallimenti devono essere letti nel giusto modo, ossia come il riflesso di una crisi economica che in Italia è stata più forte che altrove, e alla quale non siamo stati in grado di reagire con interventi tempestivi ed efficaci

domenica 24 aprile 2016

C’è uno “spread” che divide il Paese

C’è uno “spread” che divide il Paese

Stefano Ruvolo

Nemmeno il Quantitative Easing sembra essere riuscito a migliorare sensibilmente le condizioni di accesso al credito delle nostre imprese

Nonostante gli interventi straordinari della BCE e qualche timido segnale di ripresa dei prestiti concessi al complesso del settore privato, i volumi degli impieghi bancari italiani diretti alle aziende risultano stagnanti. A questo dobbiamo aggiungere la peculiare condizione, tutta italiana, di condizioni di credito che variano così tanto da regione a regione. Non consentendo alle banche di fare dei distinguo a livello territoriale, fare impresa in Calabria diventa molto più faticoso che in Trentino-Alto Adige. Il risultato è che nel Sud del paese, che vive già una condizione difficile, intrappolato in una morsa di burocrazia e disoccupazione che ne limita le possibilità di crescita, se anche l’accesso al credito diventa più complesso che altrove, allora è davvero difficile immaginare un cambio di rotta in tempi brevi.

Troppe tasse su lavoro e impresa

Troppe tasse su lavoro e impresa

Stefano Ruvolo

La Corte dei conti evidenzia tutte le criticità di un sistema fiscale che danneggia l’economia mentre il Governo si propone di combattere l’evasione fiscale favorendo la digitalizzazione delle transazioni di business. L’Italia esce malconcia dall’ultimo rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica redatto dalla Corte dei Conti nel quale la magistratura contabile ha evidenziato le principali criticità di un sistema fiscale che danneggia l’economia. Nel dettaglio, il nostro Paese è al secondo posto nel mondo per il livello di erosione fiscale per effetto delle agevolazioni fiscali arrivate a quota 800 per un vuoto di gettito di 313 miliardi di euro.Sempre al secondo posto, questa volta nell’Unione Europea, per il prelievo sui redditi da lavoro che ha raggiunto il 42,8% una percentuale otto volte superiore la media Ue.Per quanto riguarda infine il peso del fisco sui redditi d’impresa la percentuale è del 26% ben oltre il 50% rispetto agli altri Paesi membri dell’Unione.Il Governo, dal canto suo, promette di rafforzare la lotta all’evasione fiscale attraverso il potenziamento della digitalizzazione delle aree di business.

domenica 17 aprile 2016

Lavoro: ancora in crescita il cuneo fiscale in Italia

Lavoro: ancora in crescita il cuneo fiscale in Italia


L’Italia, ancora una volta, paga il prezzo di un cuneo fiscale troppo elevato, tanto da occupare i primi posti della classifica pubblicata dall’Ocse nel Taxing Wages 2016. Precisamente il nostro Paese ottiene il quarto posto, a pari merito con Ungheria e dietro solo a Germania, Austria e Ungheria.

Ma cos’è il cuneo fiscale? Sostanzialmente si tratta della somma di tutte le imposte – che siano dirette, indirette o sotto forma di contributi – che, a carico dei dipendenti o dei datori di lavoro, incidono sul costo del lavoro stesso.

martedì 12 aprile 2016

Consumi, ISTAT: Sale la fiducia dei consumatori, cala per le imprese.

Consumi, ISTAT: Sale la fiducia dei consumatori, cala per le imprese

Stefano Ruvolo

Sale la fiducia dei consumatori mentre cala quelle delle imrpese a marzo. In particolare, segnala l'Istat, l'indice del clima di fiducia dei consumatori passa a 115 da 114,5.

Per quanto riguarda, invece, le imprese, l'indice diminuisce a 100,1 da 103,2.

Nel dettaglio, le stime riferite alle componenti economica, corrente e futura del clima di fiducia dei consumatori aumentano (rispettivamente, a 142,9 da 141,8, a 111,1 da 110,7 e a 120,6 da 120,4), mentre la componente personale registra una leggera flessione (a 105,7 da 105,8).

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sabato 9 aprile 2016

Le misure da noi proposte al Governo, a favore degli imprenditori, sono pienamente sostenibili.

Le misure da noi proposte al Governo, a favore degli imprenditori, sono pienamente sostenibili.

Stefano Ruvolo 

Così come sono state elaborate dai nostri analisti, non peserebbe di nemmeno un euro sul bilancio dello Stato. Gli ammortizzatori sociali verrebbero finanziati con i contributi versati dallo stesso imprenditore ai fondi paritetici interprofessionali e agli enti bilaterali, comprese le casse edili, e alle associazioni di categoria

Abbiamo sottolineato un principio secondo noi sacrosanto: tutte le tasse, e non più solo l’Iva, devono essere versate al saldo. Lo Stato è un socio dell’impresa, e come qualunque socio ha diritto alla sua quota prelevandola solo dai ricavi effettivi. Bisogna considerare che, in media, i giorni d’incasso di un credito da parte delle imprese sono di 95 giorni, e anche di più per i professionisti. Tale condizione, unita alla morsa del credito, rischia di limitare l’operatività di aziende e professionisti, e talvolta addirittura di rappresentare una barriera all’accesso per quanti vogliono puntare sul proprio talento, fare impresa, e dare lavoro.

Le proposte sono state ritenute “giuste e legittime” dal vice ministro Zanetti, che si è impegnato ad approfondire ulteriormente le questioni e a farne oggetto di discussione in sede legislativa.

domenica 3 aprile 2016

Internazionalizzazione imprese: nuova fiscalità 2015-2016 ed accordi preventivi.

Internazionalizzazione imprese: nuova fiscalità 2015-2016 ed accordi preventivi.


Con Provvedimento del 21 marzo, 2016, il Fisco fornisce tutte le indicazioni operative per regolare in anticipo il trattamento fiscale da applicare alle operazioni internazionali, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Internazionalizzazione Imprese, dlgs 147 del settembre 2015, emanato nell’ambito della Riforma Fiscale.

Possono applicare questi accordi fiscali le imprese con attività internazionali residenti nel territorio dello Stato, che abbiano rapporti con imprese non residenti (articolo 7 comma 110 del Testo Unico Imposte sui Redditi – TUIR), oppure partecipino al patrimonio di imprese non residenti, o ancora corrispondano o percepiscano dividendi, o esercitino l’attività attraverso una stabile organizzazione anche in un altro stato.