giovedì 22 dicembre 2016

Stefano Ruvolo: “Poletti ricordi che dall’Italia emigrano anche gli imprenditori”

Stefano Ruvolo: “Poletti ricordi che dall’Italia emigrano anche gli imprenditori”



“Tra gli italiani che emigrano all’estero – oltre ai giovani che cercano lavoro e ai cervelli in fuga attratti dai centri di ricerca internazionali – ci sono anche migliaia di imprenditori che decidono di non subire più il fisco e la burocrazia italiane: anche loro è meglio non averli tra i piedi?” Il presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo interviene nella polemica suscitata dalle affermazioni del ministro del Lavoro Giuliano Poletti sull’esodo degli italiani all’estero. “Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”.
Sono oltre 30mila le imprese italiane, ricorda Confimprenditori, che in questi ultimi anni hanno deciso di trasferire parte l’attività produttiva all’estero creando lì posti di lavoro. Una scelta dettata quasi sempre dalla necessità di una facilitazione burocratica e fiscale che soprattutto in alcuni paesi confinanti con l’Italia – Svizzera, Austria, Slovenia – hanno saputo garantire, divenendo attrattivi nei confronti delle realtà d’impresa. “Sono anche loro, come ‘la gente’ di cui parla Poletti persone che è meglio non avere tra i piedi? domanda il numero uno di Confimprenditori – noi crediamo che il ministro Poletti sia incorso in uno spiacevole infortunio. Può capitare, e le sue scuse, quanto mai opportune, sono le benvenute. Ma ora il ministro dovrebbe porsi in una condizione di ascolto della realtà sociale e imprenditoriale di questo paese che chiede da anni, inascoltata, abbassamento del costo del lavoro, della pressione fiscale e semplificazione burocratica. Ricordiamo al ministro Poletti il dato delle oltre tremila imprese all’anno costrette dallo stato a fallire perché le Pa non onorano con loro i debiti per lavori e forniture”. Un caso esemplare su cui Confimprenditori continua a battere e che dimostra, sostiene l’associazione delle Pmi, come le istituzioni siano lontane e indifferenti rispetto alla realtà di chi lavora in Italia”.

2016, un anno di idee e battaglie per le piccole medie imprese

2016, un anno di idee e battaglie per le piccole medie imprese


Il 2016 è stato un anno importante per Confimprenditori. E le idee e i progetti messi in campo negli ultimi mesi, le discussioni aperte e i tavoli di lavoro avviati confermano il grande fermento che sta animando l’associazione. Dal movimentismo dei territori, alla firma dei contratti (marketing operativo e settore terziario), dalla prima edizione della festa dell’imprenditore alla costituzione del centro studi, finendo con la scommessa, vinta, del referendum che ci ha permesso, scegliendo il “No”, di evidenziare la nostra contrarietà a una riforma che non ci convinceva e soprattutto di proporre un’alternativa a quanti dipingevano scenari apocalittici all’indomani del voto contrario al referendum, abbiamo dimostrato di essere innovativi e di saper stare fuori dal coro. E questo ci ha premiato anche con la crescita della base associativa.
Ma andiamo con ordine.
La forza dell’associazione è sempre stata la base territoriale e anche l’anno appena trascorso ha dimostrato quanto sia importante mantenere un legame stretto e saldo con i territori. E’ proprio dalla base associativa che raccogliamo le istanze delle piccole e medie imprese. Sul territorio ci siamo mossi per parlare di quanti, in questi anni, hanno vissuto la crisi, hanno subito il mancato pagamento delle commesse con la PA. Dal territorio abbiamo raccolto le storie di imprenditori che, nonostante tutto, continuano ad andare avanti.
Ecco perché è nata la Festa dell’Imprenditore. Il 19 marzo 2016 abbiamo festeggiato questa prima edizione ed ogni sede di Confimprenditori si è impegnata nell’organizzazione della stessa. Un momento di riflessione sull’imprenditoria e sulle buone pratiche che permettono ancora agli imprenditori di scommettere nonostante la crisi. Un momento per premiare quanti hanno saputo innovare e restare.
Proprio dalla Sardegna, ad esempio, ci è arrivato un segnale di forte vitalità da parte delle imprese presenti. Ecco perché la nascita della sede di Nuoro, lo scorso novembre, preceduta ad ottobre dalla sede di Catania, rappresenta un segnale forte da parte delle pmi.
Sono poi due i contratti collettivi nazionali che Confimprenditori è riuscita a portare a casa: il primo per il marketing operativo (ottobre) e il secondo per settore terziario (dicembre). Il primo, in particolar modo, siglato l’11 ottobre fornisce inquadramento a tutte quelle figure professionali che non avevano più un inquadramento dopo il Jobs Act.
Tutto questo lavoro è stato fluidificato dall’ufficio stampa che ha permesso all’associazione di ritagliarsi uno spazio e di dialogare, con sempre maggiore costanza con l’esterno. La stampa ha incominciato ad interessarsi al lavoro e alle proposte di Confimprenditori e si è consolidato un sistema comunicativo che ogni giorno consente a Confimprenditori di esprimere le sue posizioni e di essere nel dibattito pubblico del paese.
In questo ampliamento della comunicazione si inserisce la creazione del centro studi impegnato a produrre ricerche, report, orientamenti. Un lavoro costante, fatto di analisi e proposte – al vaglio una di riforma del Cnel – che ha permesso all’associazione di accreditarsi e posizionarsi.
Questo, è in breve quello che abbiamo fatto, grazie anche all’aiuto degli associati. Ma è già tempo di pensare agli obiettivi per il 2017. Sul problema dei ritardi del rilascio del Durc, ad esempio, abbiamo chiesto a Tito Boeri di creare un tavolo di lavoro per risolvere la questione dei tempi lunghi per ottenere il documento, che in molti casi resta negativo nonostante sia stato sanato. E lo stesso faremo per la riforma del Cnel cercando la più ampia convergenza possibile tra le forze politiche e associative. Nel 2017 vogliamo costituire il senato associativo: un organo il cui numero di componenti deve ancora essere stabilito ma che avrà il compito di raccogliere sul territorio difficoltà e problemi delle imprese per poi relazionarli alla sede nazionale di Confimprenditori tramite una serie di incontri cadenzati nel tempo. Il senato sarà un nostro personale osservatorio sull’Italia che lavora nell’ottica di fornire consulenza e risposte agli imprenditori, che sono la spina dorsale del Paese e che vogliono continuare a farsi sentire.
Continueremo a dialogare e a confrontarci con il mondo politico, come abbiamo fatto quest’anno con un incontro nella sede di Roma, con Enrico Zanetti, in qualità di viceministro dell’Economia. Un momento di confronto a cui ne seguiranno altri anche nel 2017. Un anno che si presenta incerto e confuso sia sotto il profilo della situazione politica che economica vista la minaccia speculativa che grava sul nostro paese. Un anno in cui Confimprenditori sarà presente con ancora più forza nella convinzione che sono le piccole e medie imprese l’architrave produttivo italiano e che la ripresa è strettamente collegata alle condizioni in cui gli imprenditori si troveranno a lavorare. Per questo noi continueremo a batterci e a tutelare gli interessi, la cultura e la civiltà delle piccole e medie imprese italiane.

domenica 13 novembre 2016

La Confimprenditori al fianco delle aziende «Meno burocrazia»

La Confimprenditori al fianco delle aziende «Meno burocrazia»

NUORO. È stata inaugurata alla presenza del presidente nazionale Stefano Ruvolo, la sede regionale di Confimprenditori Sardegna. «Ci lasciamo alle spalle l’Apan – ha detto il direttore Gianfranco...

giovedì 3 novembre 2016

Terremoto: Sospendere accise per le aziende colpite

Sospendere accise per le aziende colpite


Il terremoto che nei giorni scorsi ha investito l’Italia centrale ha segnato una devastazione del tessuto sociale di queste zone, la cui economia è principalmente basata sulla media e piccola impresa. Un danno immediato ma che costituisce anche un pericolo per la futura sopravvivenza delle stesse città e dei paesi colpiti, oggi a serio rischio di spopolamento senza una prospettiva economica: senza l’attività imprenditoriale e commerciale non c’è futuro e sarebbe inutile la stessa ricostruzione.

Per questo Confimprenditori chiede non solo di inserire nell’imminente legge finanziaria un fondo strutturale di sostegno alle piccole e medie imprese ma anche di allestire un sistema normativo speciale per le aziende terremotate che consenta loro, attraverso la sospensione, delle accise fiscali, dei mutui e finanziamenti in corso di sopravvivere intanto all’urto del terremoto e il prima possibile di riprendere la loro attività una volta trascorsa l’emergenza. Il governo non lasci soli dunque gli imprenditori che oggi sono il volano economico di quelle zone.

lunedì 20 giugno 2016

Ricerca e sviluppo, in Italia la spesa è ferma all’1,29% del Pil

Ricerca e sviluppo, in Italia la spesa è ferma all’1,29% del Pil

Stefano Ruvolo

Secondo un’indagine di ImpresaLavoro, il Centro Studi della Confimprenditori, questa si attesta all’1,29% del Pil, ampiamente sotto il 2,03% della media dell’Ue-28, e meno di tutte le altre grandi economie mondiali.

Le prime due economie per investimenti in R&S sono asiatiche: in cima alla classifica c’è la Corea del Sud, che tra investimenti pubblici e privati impegna risorse pari al 4,15% del Pil, seguita dal Giappone con il 3,47%. Poi tre paesi dell’Europa del Nord: Finlandia (3,17%), Svezia (3,16%) e Danimarca (3,05%).

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Articolo completo su stefanoruvolo.it 

lunedì 6 giugno 2016

Imprese. Fatturato in calo con titolari assenti.

Imprese. Fatturato in calo con titolari assenti.


Sono quasi insostituibili, gli imprenditori.

Il 53% delle imprese ritiene che un’eventuale loro assenza creerebbe notevoli problemi. Quota che sale fino al 60% nel settore bar e ristorazione, e nelle micro imprese fino a 3 dipendenti.
Il 25% ritiene che la mancanza degli imprenditori nell’azienda comporterebbe una decrescita del fatturato dal 10 al 50%, mentre per il 13% non sarebbe proprio possibile.
E’ quanto emerge da un sondaggio della Camera di Commercio di Milano, condotto nel mese di maggio.
Più tutelati 4 imprenditori su 10: il 17% confida nella potenzialità dei soci. L’11% invece si appoggia a persone di fiducia e familiari.
A più della metà dei titolari non è mai capitato di essersi allontanati dalla loro azienda (54%); mentre quasi il 20% degli intervistati almeno una volta si è assentato per malattia (19%) o per un viaggio (19%).
“L’imprenditore, ci conferma questo sondaggio, non è solo il titolare di un’impresa, ma la persona da cui dipende il futuro di tante tante famiglie: della sua, e di quella dei suoi dipendenti e fornitori – osserva il presidente della Confimprenditori, Stefano Ruvolo – Spesso si pensa che chi abbia una impresa sia un privilegiato, una persona ricca, che può disporre a proprio piacimento di tanto tempo libero e che non abbia preoccupazioni. La realtà è ben diversa...

giovedì 12 maggio 2016

Risparmio privato verso Pmi, niente tasse a chi investe

Risparmio privato verso Pmi, niente tasse a chi investe

Un "pacchetto" sulla competitività articolato con diverse misure. Una di queste serve a convogliare il risparmio privato verso le piccole e medie imprese, che hanno bisogno di aumentare la loro dotazione di capitale per fare ricerca e investimenti (Pier Carlo Padoan) ...

http://www.stefanoruvolo.it/news/28411/1/risparmio-privato-verso-pmi-niente-tasse-a-chi-investe

lunedì 9 maggio 2016

Troppa incertezza sulla prescrizione dei crediti di lavoro, serve intervento legislativo

Troppa incertezza sulla prescrizione dei crediti di lavoro, serve intervento legislativo

Stefano Ruvolo

Il governo vari con urgenza una norma che definisca tempi e modi per le richieste dei crediti di lavoro, fissando i termini per la loro prescrizione e decadenza.
A chiederlo è la Confimprenditori, alla luce del nuovo orientamento giurisprudenziale, successivo all’approvazione del Jobs Act e alla modifica dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.
“Prima di queste modifiche apportate dal legislatore – spiega il presidente della confederazione, Stefano Ruvolo – nelle imprese con più di 15 dipendenti i crediti di lavoro venivano considerati prescritti entro il quinquennio, mentre ora, essendo venuto a cadere il requisito della tutela reale, il termine dei cinque anni viene considerato decorrente a partire dalla fine del rapporto di lavoro e non più dalla maturazione dei singoli crediti.
Praticamente un gioco al massacro, che porterà all’innescarsi di numerosi contenzioni che le aziende dovranno affrontare, sostenendo enormi costi e aggiungendo altri problemi a quelli che già quotidianamente affliggono chi vuole fare impresa in questo Paese”.

domenica 1 maggio 2016

Laureati più vicini a imprese e professioni.


Laureati più vicini a imprese e professioni. L'obiettivo delle nuove lauree triennali professionalizzanti.

Stefano Ruvolo

In arrivo dal 2017 le nuove lauree triennali professionalizzanti prevedono percorsi di formazione per rispondere all’esigenza di oltre due milioni di profili tecnici, secondo le stime, che il mercato richiederà per i prossimi 10 anni. Ma che scarseggiano a causa di un sistema non adeguato.

Il progetto punta a completare, dopo oltre 15 anni, la riforma universitaria del 3+2 che ha visto di fatto un mezzo flop per le lauree triennali,
Le lauree professionalizzanti erano parte di quel disegno di riforma che ora va completato. Ora l’idea è quella di cominciare con una serie di sperimentazioni già dall’anno accademico 2017-2018, senza bisogno di intervenire con riforme normative radicali.
I settori più interessati dall’avvio delle lauree professionalizzanti sono quelli delle materie tecnico-scientifiche, da ingegneria a biologia, dalle biotech alle nuove professioni legate alla cosiddetta manifattura 4.0, dell’agroalimentare, dei beni culturali e del turismo. Lo schema prevede un anno di teoria, un anno di laboratorio e un anno di tirocinio sul campo, sulla base di indicazioni fornite anche da rappresentanze del sistema economico.

giovedì 28 aprile 2016

Le PMI italiane sotto la lente di Moody’s.

Le PMI italiane sotto la lente di Moody’s.

Stefano Ruvolo

Le piccole e medie imprese italiane non sono le più deboli d’Europa, come vuole fare intendere Moody’s, ma sono quelle costrette ad operare nelle condizioni di maggiore svantaggio. La tradizione e la forza dell’imprenditoria italiana non può essere messa in discussione da nessuna agenzia di rating. I dati su sofferenze e fallimenti devono essere letti nel giusto modo, ossia come il riflesso di una crisi economica che in Italia è stata più forte che altrove, e alla quale non siamo stati in grado di reagire con interventi tempestivi ed efficaci

domenica 24 aprile 2016

C’è uno “spread” che divide il Paese

C’è uno “spread” che divide il Paese

Stefano Ruvolo

Nemmeno il Quantitative Easing sembra essere riuscito a migliorare sensibilmente le condizioni di accesso al credito delle nostre imprese

Nonostante gli interventi straordinari della BCE e qualche timido segnale di ripresa dei prestiti concessi al complesso del settore privato, i volumi degli impieghi bancari italiani diretti alle aziende risultano stagnanti. A questo dobbiamo aggiungere la peculiare condizione, tutta italiana, di condizioni di credito che variano così tanto da regione a regione. Non consentendo alle banche di fare dei distinguo a livello territoriale, fare impresa in Calabria diventa molto più faticoso che in Trentino-Alto Adige. Il risultato è che nel Sud del paese, che vive già una condizione difficile, intrappolato in una morsa di burocrazia e disoccupazione che ne limita le possibilità di crescita, se anche l’accesso al credito diventa più complesso che altrove, allora è davvero difficile immaginare un cambio di rotta in tempi brevi.

Troppe tasse su lavoro e impresa

Troppe tasse su lavoro e impresa

Stefano Ruvolo

La Corte dei conti evidenzia tutte le criticità di un sistema fiscale che danneggia l’economia mentre il Governo si propone di combattere l’evasione fiscale favorendo la digitalizzazione delle transazioni di business. L’Italia esce malconcia dall’ultimo rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica redatto dalla Corte dei Conti nel quale la magistratura contabile ha evidenziato le principali criticità di un sistema fiscale che danneggia l’economia. Nel dettaglio, il nostro Paese è al secondo posto nel mondo per il livello di erosione fiscale per effetto delle agevolazioni fiscali arrivate a quota 800 per un vuoto di gettito di 313 miliardi di euro.Sempre al secondo posto, questa volta nell’Unione Europea, per il prelievo sui redditi da lavoro che ha raggiunto il 42,8% una percentuale otto volte superiore la media Ue.Per quanto riguarda infine il peso del fisco sui redditi d’impresa la percentuale è del 26% ben oltre il 50% rispetto agli altri Paesi membri dell’Unione.Il Governo, dal canto suo, promette di rafforzare la lotta all’evasione fiscale attraverso il potenziamento della digitalizzazione delle aree di business.

domenica 17 aprile 2016

Lavoro: ancora in crescita il cuneo fiscale in Italia

Lavoro: ancora in crescita il cuneo fiscale in Italia


L’Italia, ancora una volta, paga il prezzo di un cuneo fiscale troppo elevato, tanto da occupare i primi posti della classifica pubblicata dall’Ocse nel Taxing Wages 2016. Precisamente il nostro Paese ottiene il quarto posto, a pari merito con Ungheria e dietro solo a Germania, Austria e Ungheria.

Ma cos’è il cuneo fiscale? Sostanzialmente si tratta della somma di tutte le imposte – che siano dirette, indirette o sotto forma di contributi – che, a carico dei dipendenti o dei datori di lavoro, incidono sul costo del lavoro stesso.

martedì 12 aprile 2016

Consumi, ISTAT: Sale la fiducia dei consumatori, cala per le imprese.

Consumi, ISTAT: Sale la fiducia dei consumatori, cala per le imprese

Stefano Ruvolo

Sale la fiducia dei consumatori mentre cala quelle delle imrpese a marzo. In particolare, segnala l'Istat, l'indice del clima di fiducia dei consumatori passa a 115 da 114,5.

Per quanto riguarda, invece, le imprese, l'indice diminuisce a 100,1 da 103,2.

Nel dettaglio, le stime riferite alle componenti economica, corrente e futura del clima di fiducia dei consumatori aumentano (rispettivamente, a 142,9 da 141,8, a 111,1 da 110,7 e a 120,6 da 120,4), mentre la componente personale registra una leggera flessione (a 105,7 da 105,8).

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sabato 9 aprile 2016

Le misure da noi proposte al Governo, a favore degli imprenditori, sono pienamente sostenibili.

Le misure da noi proposte al Governo, a favore degli imprenditori, sono pienamente sostenibili.

Stefano Ruvolo 

Così come sono state elaborate dai nostri analisti, non peserebbe di nemmeno un euro sul bilancio dello Stato. Gli ammortizzatori sociali verrebbero finanziati con i contributi versati dallo stesso imprenditore ai fondi paritetici interprofessionali e agli enti bilaterali, comprese le casse edili, e alle associazioni di categoria

Abbiamo sottolineato un principio secondo noi sacrosanto: tutte le tasse, e non più solo l’Iva, devono essere versate al saldo. Lo Stato è un socio dell’impresa, e come qualunque socio ha diritto alla sua quota prelevandola solo dai ricavi effettivi. Bisogna considerare che, in media, i giorni d’incasso di un credito da parte delle imprese sono di 95 giorni, e anche di più per i professionisti. Tale condizione, unita alla morsa del credito, rischia di limitare l’operatività di aziende e professionisti, e talvolta addirittura di rappresentare una barriera all’accesso per quanti vogliono puntare sul proprio talento, fare impresa, e dare lavoro.

Le proposte sono state ritenute “giuste e legittime” dal vice ministro Zanetti, che si è impegnato ad approfondire ulteriormente le questioni e a farne oggetto di discussione in sede legislativa.

domenica 3 aprile 2016

Internazionalizzazione imprese: nuova fiscalità 2015-2016 ed accordi preventivi.

Internazionalizzazione imprese: nuova fiscalità 2015-2016 ed accordi preventivi.


Con Provvedimento del 21 marzo, 2016, il Fisco fornisce tutte le indicazioni operative per regolare in anticipo il trattamento fiscale da applicare alle operazioni internazionali, in attuazione di quanto previsto dal Decreto Internazionalizzazione Imprese, dlgs 147 del settembre 2015, emanato nell’ambito della Riforma Fiscale.

Possono applicare questi accordi fiscali le imprese con attività internazionali residenti nel territorio dello Stato, che abbiano rapporti con imprese non residenti (articolo 7 comma 110 del Testo Unico Imposte sui Redditi – TUIR), oppure partecipino al patrimonio di imprese non residenti, o ancora corrispondano o percepiscano dividendi, o esercitino l’attività attraverso una stabile organizzazione anche in un altro stato.

martedì 29 marzo 2016

Riforma Appalti: dall'Anac al rating imprese

Riforma Appalti: dall'Anac al rating imprese

Stefano Ruvolo

Via libera del governo alla riforma degli appalti. Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo "Codice attuativo della riforma degli appalti pubblici", nell'ultimo giorno utile per rientrare con i tempi dell'iter.

Verrà, inoltre, introdotto un Rating reputazionale per le imprese, un sistema di valutazione basato sul curriculum dell'impresa, mentre sul fronte della Progettazione l'obiettivo centrale è quello di articolarla in tre livelli, limitando il numero di varianti di progetti e l'aumento di costi e tempi. I tre livelli sono: progetto di fattibilità, progetto definitivo e progetto esecutivo.

sabato 26 marzo 2016

D.l. banche: novità per consumatori e imprese

D.l. banche: novità per consumatori e imprese


Il d.l. n. 18/2016 prevede diverse misure che spaziano dall'anatocismo, agli assegni, al pagamento ridotto delle sanzioni al codice della strada

Il d.l. n. 18 del 14 febbraio 2016 (recante "Misure urgenti concernenti la riforma delle banche di credito cooperativo, la garanzia sulla cartolarizzazione delle sofferenze, il regime fiscale relativo alle procedure di crisi e la gestione collettiva del risparmio"), il d.l. banche, come è stato ribattezzato, oltre alla riforma delle banche di credito cooperativo, contiene diverse misure in materia bancaria.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/2/15/16G00025/sg

mercoledì 23 marzo 2016

Fondi Ue per i professionisti, partiti i primi bandi

Fondi Ue per i professionisti, partiti i primi bandi

Stefano Ruvolo

Diverse Regioni hanno messo in campo strumenti per consentire a professionisti di accedere alle risorse Fse o Fes.

Sono già partiti i primi bandi per consentire anche ai professionisti, e non solo alle Pmi, di accedere ai fondi Ue, come previsto dalla legge di Stabilità 2016, sono diverse le regioni che hanno messo in campo strumenti per permettere sia alle imprese che alla platea di oltre 3,2 milioni di professionisti e autonomi di accedere ai bandi per il Fse o il Fesr.

sabato 12 marzo 2016

Il Movimento delle Scuole di Formazione aderisce alla Confimprenditori

Il Movimento delle Scuole di Formazione aderisce alla Confimprenditori


L’ingresso del Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate qualifica ulteriormente il network di Confimprenditori, ampliando i campi di rappresentanza della Confederazione ad un settore così importante e delicato come quello della formazione.

Il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate, presieduto da Luca Lanzetta, raggruppa 140 associati, rappresentati da istituti che erogano corsi di formazione professionale.
La mission del Movimento è di garantire legalità e trasparenza nel comparto e di divenire interlocutore qualificato ai tavoli istituzionali, mettendo a disposizione di politici e funzionari la competenza e l’esperienza maturata.

giovedì 3 marzo 2016

Tuteliamo gli imprenditori

Dico no all’attività di impresa delle Associazioni in concorrenza con i professionisti e ai danni delle aziende


Le imprese, per la gestione dei servizi fiscali dovrebbero ricorrere non alle associazioni di categoria, bensì alle figure dei consulenti del lavoro, professionisti iscritti in un apposito albo, disponibili 24 ore su 24 per i propri clienti e che per eventuali errori sono i primi a risponderne personalmente.

Le associazioni di categoria, invece, operano sempre più nel settore della consulenza del lavoro, fiscale ed amministrativa alle imprese. Per questo, ho chiesto al Governo la riformulazione dell’articolo 1 della legge 12 del 1979, nella parte in cui si consente alle imprese considerate artigiane, nonchè alle altre piccole imprese, anche in forma cooperativa, di potere affidare alle associazioni di categoria l’esecuzione degli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori dipendenti.

La Confimprenditori si fa promotrice di una filosofia diversa. Il nostro obiettivo è tutelare gli imprenditori, che consideriamo il motore del sistema Italia, contribuendo con la nostra opera a creare le premesse affinché possano fare crescere le proprie attività.

http://www.stefanoruvolo.it/news/28386/1/Dico--no-all-attivita-di-impresa-delle-Associazioni--in-concorrenza-con-i-professionisti-e-ai-danni-delle-aziende

martedì 23 febbraio 2016

Sulle Unioni Civili la politica si distrae dai problemi reali del paese

Sulle Unioni Civili la politica si distrae dai problemi reali del paese.

Stefano Ruvolo

L’impasse in Senato sulle unioni civili e il rinvio di una settimana dell’esame del disegno di legge, sono l’ennesima riprova dell’incapacità di questo Parlamento di dare risposte al Paese. Come se non bastasse, questa rincorsa a prendere tempo, distrae energie dalla risoluzione di problemi gravi per la nostra economia che riguardano le imprese e il lavoro.

Pur nel rispetto dei contenuti del disegno di legge non possiamo non rilevare come i problemi che affliggono le piccole e medie imprese siano passati in secondo piano nell’agenda politica. Chiediamo pertanto, con forza, che Governo e Parlamento ricomincino ad interessarsi a trovare soluzioni in grado di portare l’Italia fuori dal guado della crisi economica, offrendo a famiglie e imprese l’opportunità di guardare avanti con fiducia.

sabato 20 febbraio 2016

La nostra visione

La nostra visione


Sempre al fianco degli imprenditori, accompagnandoli verso nuovi traguardi, nel quadro di un fare impresa etico, sostenibile e proiettato in chiave comunitaria. Raccogliamo le nuove sfide, puntando verso un rilancio dell’imprenditoria che non perda mai vista le istanze di correttezza, lealtà e rispetto per le tematiche ambientali.

mercoledì 17 febbraio 2016

Presentazione della Joint Italian Arab Chamber

Presentazione della Joint Italian Arab Chamber

Stefano Ruvolo

La Joint Italian Arab Chamber è un’associazione senza scopo di lucro costituita, tra gli altri, da Ice, Unioncamere, Lega Araba e Unione Generale delle Camere di Commercio Arabe.

Un vero e proprio punto di incontro tra il sistema produttivo italiano e quello arabo, con funzioni di assistenza e di supporto alle aziende interessate ad internazionalizzare in questi mercati.

Il nuovo soggetto si pone come un vero e proprio ponte tra il nostro Paese e l’area Mena, nel segno dell’Expo che sarà ospitato a Dubai nel 2020. A breve attiveremo accordi con la Jiac, per offrire ai nostri imprenditori tutti i vantaggi e i benefici derivanti dal networking e dalla consulenza strategica che la camera di commercio italo-araba sarà in grado di erogare

lunedì 15 febbraio 2016

La nostra mission

La nostra mission


Continua, sul fronte della rappresentanza, il nostro impegno incessante al fianco dell’imprenditoria. Siamo e saremo sempre impegnati, con tutte le nostre energie, ad incoraggiare e diffondere iniziative che conducano alla crescita ed allo sviluppo dei propri associati, ed a farci paladini, nelle sedi istituzionali, delle esigenze delle varie categorie dell’impresa e del mondo delle professioni.

venerdì 12 febbraio 2016

La nomina di Piacentini è un’opportunità per il Paese

La nomina di Piacentini è un’opportunità per il Paese

Stefano Ruvolo

L’approdo nella squadra del governo di un grande manager, proveniente dal mondo delle imprese, con esperienze lavorative in Fiat Impresit, Apple ed Amazon, è certamente una buona notizia per il Paese.Piacentini è stata una figura chiave nell’ascesa di Amazon quale colosso internazionale del commercio elettronico.
Siamo felici di sapere che un uomo ambizioso, talentuoso, profondo conoscitore delle esigenze delle imprese, abbia scelto, gratuitamente, di impegnare i prossimi 24 mesi nel rendere l’Italia un Paese più moderno, più digitale, più tecnologico, con meno burocrazia, capace di aiutare le imprese ad essere più produttive e a valorizzare la qualità delle proprie produzioni e dei propri servizi nei mercati internazionali

Diego Piacentini è stato nominato Commissario straordinario del governo per il digitale e l’innovazione, con delibera del 10 febbraio dal Consiglio dei ministri e si insedierà il prossimo 17 agosto, congedandosi per due anni da Amazon, società nella quale lavora da 16 anni e dove ricopre attualmente l’incarico di senior vice president per il business consumer internazionale.

lunedì 8 febbraio 2016

Confimprenditori diventa partner del sistema Aniem

Confimprenditori diventa partner del sistema Aniem

Stefano Ruvolo

Con questa intesa Confimprenditori vuole rafforzare la propria rappresentanza e rappresentatività, attraverso collaborazioni ed intese a livello nazionale e territoriale, a favore di un comparto chiave come quello dell’edilizia. Un accordo che, fuor di metafora, renderà anche le nostre strutture ancora più solide e con fondamenta più robuste per resistere al peso di nuove sfide.
Cultura dello stare insieme e condivisione di valori comuni sono, a mio avviso, due degli ingredienti più importanti per affrontare la crisi e per guardare lontano.

mercoledì 3 febbraio 2016

Più trasparenza per la rappresentatività

Più trasparenza per la rappresentatività

Stefano Ruvolo

Un’associazione deve essere reputata rappresentativa solo se un numero considerevole di imprese, a livello territoriale e nazionale, avrà scelto di versare una quota di adesione in favore della stessa, Bisogna avere la forza di azzerare lo stato delle cose.

La proposta della Confimprenditori prevede che la rappresentatività nazionale e territoriale debba essere certificata da un ente pubblico, come ad esempio l’Inps, sulla base di dati relativi alle quote riscosse dalle associazioni datoriali, in ogni realtà territoriale.

Questa proposta va in direzione di quanto chiesto di recente anche dalla Cgil, con la quale avvieremo a breve un tavolo di confronto. Non si si può non tenere conto del fatto che la Confimprenditori sia più rappresentativa rispetto ad altre associazioni storiche le quali, pur avendo pochi iscritti, partecipano in barba ad ogni regola, alla contrattazione nazionale.

lunedì 1 febbraio 2016

Inauguriamo la Casa degli Imprenditori

Inauguriamo la Casa degli Imprenditori. Tutela e rappresentanza sempre al centro dell’azione di Confimprenditori


Con il 2015, si chiude per la Confimprenditori un anno ricco di novità, a partire dalla “Casa degli Imprenditori”, la nostra nuova sede nazionale, che abbiamo inaugurato ad ottobre.
In questo luogo, negli anni, ci incontreremo, discuteremo dei problemi e delle opportunità che interessano la categoria degli imprendotori, accordando le nostre voci per renderle sempre più forti e in grado di dare piena rappresentatività alle nostre legittime richieste, a difesa delle nostre imprese, e delle nostre famiglie, di quelle di tutto il nostro sistema, dalle sedi territoriali, agli associati a quelle dei lavoratori dipendenti, verso i quali sentiamo forte la responsabilità delle nostre azioni e il desiderio di ripagare la fiducia che essi ripongono in noi.


mercoledì 27 gennaio 2016

Festa dell’imprenditore

Festa dell’imprenditore. Il 19 marzo l’iniziativa della Confimprenditori.


Porta la firma della Confimprenditori l’iniziativa finalizzata a per rendere omaggio ad una figura chiave per il tessuto economico e sociale italiano.
Ogni imprenditore contribuisce infatti, quotidianamente, alla crescita e allo sviluppo economico e occupazionale del nostro Paese.
Dei giorni scorsi l’invio al governo del un documento col quale si annuncia la volontà di istituire la ricorrenza, con la richiesta di adesione e di patrocinio da parte dei dicasteri competenti.
"La Festa dell’Imprenditore cadrà il 19 marzo, il giorno in cui la Chiesa celebra San Giuseppe Artigiano, che incarna il simbolo di quelle piccoli e grandi famiglie che sono le nostre aziende"

lunedì 25 gennaio 2016

Nuove opportunità negli Emirati Arabi.


Nuove opportunità negli Emirati Arabi.


Internazionalizzazione imprese, siglato accordo tra Confimprenditori e l’Iie: nuove opportunità negli Emirati Arabi.

Si apre, per le imprese aderenti alla Confimprenditori si apre un corridoio privilegiato per l’accesso al mercato degli Emirati Arabi Uniti, con supporto per l’individuazione di partner finanziari e industriali arabi o indiani.

E’ la finalità dell’intesa tra la Confimprenditori e l’Iie, Italian Incubator of Excellency Fzco, incubatore di imprese costituto nel 2014 a Jafza, Dubai, su iniziativa dell’Ice e con il supporto dell’Ambasciata d’Italia ad Abu Dhabi.

Negli ultimi 30 anni Jafza è cresciuta da 19 società presenti nel 1985, a più di 500 nel 1995, sino ad arrivare a più di 7.000 ai giorni nostri, di cui più di 100 società sono state incluse dalla rivista Global Fortune tra le principali 500 aziende al mondo ed oggi fonteJafza e altre zone franche di Dubai rappresentano oltre il 50 per cento del valore totale delle importazioni, esportazioni e riesportazioni in e fuori di Dubai e più di un quarto del totale degli scambi dell’emirato.

venerdì 22 gennaio 2016

Job Act favorisce occupazione solo in parte - Stefano Ruvolo

Job Act favorisce occupazione solo in parte


Secondo i dati diffusi da Bankitalia, i benefici alle imprese scaturenti dalle misure governative sul lavoro, favoriranno, nei prossimi due anni, un aumento del tasso di occupazione, con indici di disoccupazione, però, saldamente a due cifre.

In particolare, sono state introdotte dal governo misure di riduzione del costo del lavoro che garantiranno una detassazione alle imprese che assumeranno con il nuovo contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs act.

Si stima, quindi, un aumento medio annuo dello 0,0% del tasso di occupazione quale effetto delle migliori prospettive di domanda e, parzialmente, delle misure di riduzione del costo del lavoro a favore delle imprese introdotte dal provvedimento governativo.