martedì 27 gennaio 2015

La risposta di Confimprenditori alla recente riforma del lavoro

Com’è ormai sotto gli occhi di tutti, il nostro Paese ha bisogno di una svolta radicale che lo possa indirizzare verso un percorso di crescita; crescita che deve passare inevitabilmente dal sostegno alle imprese, dal rilancio dei consumi e dell’economia in generale. Nonostante il Governo stia provando a muoversi in questa direzione, la riforma del lavoro recentemente annunciata non è in grado di portare i vantaggi di cui imprese e altre parti coinvolte necessitano, per uscire dal profondo baratro in cui si trovano.  L’associazione vorrebbe aprire un confronto con le istituzioni, alle quali proporre una sorta di Spending Review differente, caratterizzata dall’eliminazione di particolari Enti che, dati alla mano, nel corso degli anni hanno rappresentato solamente un ulteriore aggravio per le imprese. La proposta, in linea con quella dell’inserimento del TFR in busta paga, prevedrebbe di utilizzare le risorse destinate alle Casse Edili: le imprese sono infatti tenute a versare nelle suddette casse il 14,20% di accantonamento netto in misura fissa, a cui è necessario aggiungere un’altra percentuale calcolata in maniera differente a seconda della provincia di riferimento, ma che mediamente è stabilita in una quota del 10%, necessarie per il mantenimento delle casse stesse. Il totale da corrispondere aumenta così a circa il 24%, unico caso in tutta Europa: utilizzandoli in maniera differente sarebbe possibile alleggerire le aziende di quel 10% che ad oggi grava solamente sulle spalle dei datori di lavoro e destinare il restante 14% alle buste paga dei lavoratori, aumentando la spesa delle famiglie e il rilancio dell’economia.

mercoledì 21 gennaio 2015

La ricetta di Confimprenditori per il rilancio del paese

Il Presidente dell’associazione Confimprenditori Stefano Ruvolo, intervistato riguardo tematiche volte al rilancio dell’economia italiana, ha esposto, a nome dell’associazione che rappresenta, le idee e le iniziative concrete per avviare il processo di ripresa economica. Secondo il Presidente infatti non è sufficiente il bonus del valore di 80€ previsto dal Governo Renzi, ma è sempre più necessario reperire maggiori risorse da destinare alla piccola e media imprenditoria. Per far fronte a ciò è auspicabile attuare una concreta spending review ed eliminare tutte quelle spese superflue che il nostro Paese, in questo momento, non è in grado di supportare, riduzione necessaria anche per rispondere alle rigide richieste provenienti dall’Unione Europea, le quali prevedono di contenere il rapporto deficit/PIL ed i livelli di spesa pubblica. Non è quindi possibile continuare a sostenere ingenti sperperi di denaro pubblico senza prima investire nuovamente per il rilancio del nostro Paese: per raggiungere questo obiettivo vanno ad esempio riconsiderate le missioni di pace in cui l’Italia è attualmente impegnata e prestare maggiore attenzione al fenomeno degli sbarchi; è infatti giusto fornire sostentamento a queste persone, ma è anche necessario capire che non si tratta di una questione italiana ma europea e che quindi queste spese andrebbero ripartite tra tutti i membri dell’Unione. Per concludere, Stefano Ruvolo affronta la questione relativa alla quota del fondo interprofessionale, pari allo 0,30%, a carico delle aziende e versato all’INPS: ad oggi la parte non destinata ai fondi interprofessionali viene “raccolta” dalla Comunità Europea e ridistribuita tra tutti i membri, mentre potrebbe essere utilizzata a beneficio di tutti i piccoli e medi imprenditori italiani ed essere investita in formazione professionale.